| WLB in Europa |
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Il supporto e la diffusione della conciliazione varia molto in Europa. Nel secondo European Quality of Life Survey Across Europe - Family life and work (2010) (http://www.eurofound.europa.eu/pubdocs/2010/02/en/1/EF1002EN.pdf) I ricercatori hanno mostrato come I paesi membri dell'Unione possono essere classificati in sei gruppi di nazioni con contesti diversi che hanno effetto sulla conciliazione tra lavoro e vita familiare: Gruppo 1: I paesi nordici: Danimarca, Finlandia e Svezia. Questi paesi offrono le condizioni migliori per coniugare lavoro e famiglia. Hanno servizi di assistenza pubblica ben sviluppati, poche barriere all'ingresso nel mondo del lavoro e contratti relativamente flessibili in termini di lavoro part-time e orari. Ci sono politiche a supporto delle pari opportunità e del benessere delle famiglie. Gruppo 2: I paesi del Benelux: Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi – più la Francia. Questi paesi sono più eterogenei dei paesi nordici. Il Belgio e la Francia hanno politiche a support della famiglia molto orientate verso l'impiego delle donne con figli. Hanno anche servizi pubblici sostanzialmente efficaci quanto quelli nordici. I Paesi Bassi offrono ai lavoratori contratti estremametne flessibili e il Lussemburgo è caratterizzato da barriere relativamente basse all'entrata nel mondo del lavoro. Gruppo 3: I paesi Anglosassoni: Irlanda e Regno Unito. Questi due paesi offrono peggiori condizioni di bilanciamento tra lavoro e vita familiare, in particolare dal punto di vista culturale e istituzionale. Entrambi hanno un sistema di welfare in cui lo stato non interferisce con la vita familiare se non quando la famiglia o il mercato non riescono a risolvere la situazione. Allo stesso modo per ciò che concerne le pari opportunità non ci sono grandi preoccupazioni: le donne non vengono scoraggiate dal prendere parte alle attività economiche, ma c'è poco sostegno culturale alla conciliazione. L'offerta di assistenza pubblica è carente e congedi accordati alle donne sono minimi. I paesi anglosassoni hanno, però, mercati del lavoro flessibili in particolare per ciò che riguarda le poche barriere all'ingresso nel mercato del lavoro. Cluster 4: I paesi di lingua tedesca. Benché sia l'Austria che la Germania abbiano sistemi di welfare ben radicati, I principi su cui si basano sono diversi da quelli dei paesi anglosassoni. Per un lungo periodo le politiche per la famiglia si sono basate su una percezione tradizionale del ruolo delle donne con la convinzione che l'impiego femminile abbia conseguenze negative sul benessere delle famiglie. La riforma delle politiche sulla famiglia è arrivata solo recentemente in Austria e Germania, favorendo uno spostamento verso il modello del nucleo a doppio reddito. L'accettazione sociale dell'impiego lavorativo delle madri è ancora relativamente bassa nei due paesi e le barriere all'ingresso nel mercato del mondo del lavoro in Germania sono molto più alte che nei paesi anglosassoni. Gruppo 5: I paesi dell'Europa meridionale. I paesi dell'Europa meridionale dimostrano un'alta incompatibilità tra la vita familiare e l'impiego femminile con una grande carenza di aiuti per conciliare gli impegni familairi con il lavoro salariato. L'assistenza sociale è meno sviluppata e il uspporto finanziario alle famiglie è molto limitato, principalmente perché si ritiene che le famiglie siano centrali nella società e solo raramente abbiano difficoltà. Inoltre, le donne in Grecia, Italia e Spagna si trovano di fronte grandi barriere all'ingresso nel mercato del lavoro. I contratti sono relativamente rigidi, particolarmente in Grecia, Italia e Portogallo. Le donne, poi, sono considerate angeli del focolare, mentre gli uomini vengono visti come I procacciatori di cibo, così l'impiego femminile è relativamente riprovato dalla società. Gruppo 6: I paesi ex-socialisti. Mentre il regime socialista garantiva un certo impegno per l'impiego delle madri, I cambiamenti politici hanno spesso portato tagli drastici alle spese nell'assistenza pubblica e al sostegno alle famiglie. Con l'eccezione della Germania Est, i paesi post-socialisti generalmente hanno la peggiore assistenza sociale d'Europa e I contratti di lavoro sono I più rigidi. Inoltre l'inclinazione al lavoro femminile è variabile: se da una parte è mal visto l'impiego di donne con bambini piccoli, d'altra parte si ritiene che le donne con figli più grandi debbano lavorare per contribuire al bilancio di casa. |










Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea.